Davide Podagrosi

Davide Podagrosi

Da sempre appassionato di Marketing e Internet, dal 2006 lavora come Consulente eCommerce & Web Marketing, sviluppando progetti web per ottenere risultati da internet.

Quando un eCommerce è al 99% destinato al Fallimento!

Parlando di eCommerce è fondamentale capire in anticipo quando un progetto è fallimentare e non ha possibilità di riuscita.

Voglio raccontarvi questa storia perché è emblematica e spiega bene i motivi per cui spesso è meglio lasciar stare la vendita online, per non rimetterci TEMPO E SOLDI.

La scorsa estate ho ricevuto una richiesta da parte di un papabile cliente, che mi chiedeva un appuntamento per l’ apertura di un eCommerce. Il signore in questione aveva già un’attività su strada avviata, per il commercio di prodotti per bambini (vendita di ciucci, passeggini, pannolini, latte in polvere…ecc) e voleva iniziare a vendere online e realizzare la sua piattaforma eCommerce.

Dopo un primo incontro però, sono emersi subito alcuni problemi che a mio parere erano irrisolvibili e giungo alla conclusione che: l’eCommerce nel suo caso è sicuramente destinato al FALLIMENTO!

Le ragioni che mi hanno portato a pensare che non ci fossero le condizioni necessari alla riuscita del progetto, sono le seguenti:

1. Problema di prezzi

Se il commerciante vende prodotti di altri brand e quindi è un semplice rivenditore, per avere successo deve avere prezzi competitivi, soprattutto all’inizio, nell’avvio dell’eCommerce.

In questo caso, facendo un’analisi di mercato ho riscontrato subito che tutti i prodotti venduti online erano commercializzati da venditori affermati da anni, con un prezzo di acquisto non accessibile al cliente in questione.

Specie all’inizio l’unica leva che si ha Online, è il prezzo:

prezzo più basso della concorrenza = vendite

prezzo più alto della concorrenza = no vendite

Inoltre, il negoziante non aveva nozioni base nemmeno su semplici calcoli percentuali, necessari per ipotizzare di introdursi nella vendita online e calcolare i ricarichi nei prezzi.

2. Investimento iniziale

E’ un argomento ostico a molti, in quanto gli imprenditori nostrani non comprendono che per avviare un eCommere sia necessario investire soldi.

Per avere un Sistema di Vendita valido e funzionante è quindi fondamentale sapere in anticipo di dover avere un budget superiore ai 3000 euro!  Non si può pensare di avviare un eCommerce con 1000 euro pagati a rate!

Se ci sono aziende che investono migliaia di euro l’anno su internet per vendere, perché tu dovresti avere successo spendendo due soldi?

3. Seguire il sistema eCommerce che vende: tempo e lavoro

Il nostro sistema è funzionante perché dietro ha bisogno di una macchina organizzativa che si occupi di :

  • caricare i prodotti, seguendo delle specifiche;
  • rispondere alle domande degli utenti che richiedono info;
  • fare assistenza clienti post vendita e disinnescare le bombe che di volta in volta si presenteranno
  • risolvere tutti i problemi tecnici che ci sono dietro la vendita online (veramente tanti)

Se il cliente che vuole avviare la vendita online non ha personale qualificato interno (come nel caso del negozio in questione), deve affidarsi ad un team che si occupi di questi processi. E ovviamente per delegare queste mansioni a noi è necessaria una gestione mensile. Cosa che non veniva accettata dal cliente, che forse pensava i nostri collaboratori vivessero di pane amore e fantasia.

Insomma per farla breve, dopo l’ultimo incontro avuto con il commerciante gli ho vivamente sconsigliato di intraprendere questa strada, che sarebbe stata un disastro annunciato!

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Come diventare venditore Power Seller e Affidabilità Top su eBay

I Venditori Affidabilità Top sono venditori Power Seller che offrono in maniera costante nel tempo un servizio eccellente ai loro clienti su ebay.

Perché è importante diventare Venditore Affidabilità Top su eBay?

 

Diventare un Venditore Affidabilità Top su eBay ti offre una serie di vantaggi a cui non si può rinunciare se si vogliono realizzare buoni volumi di vendita, tra cui:

  • sconti sulle tariffe eBay
  • riconoscimento sociale sulla piattaforma
  • maggior visibilità delle Inserzioni

Per quanto riguarda la visibilità, bisogna sapere che le inserzioni vengono ordinate per “Rilevanza” secondo l’algoritmo segreto di eBay, che tiene conto anche di questo distintivo quando deve stabilire la classifica che vedi apparire quando ricerchi un dato prodotto; diciamo che a parità di ogni altra condizione, l’inserzione di un venditore Affidabilità TOP verrà mostrata sempre prima di una inserzione di un venditore “normale”.

 

Come si diventa Venditore Affidabilità Top su eBay?

 

Per diventare un Venditore Affidabilità Top non è necessario avere grandi volumi di vendita, bisogna fornire al cliente un servizio impeccabile e avere queste requisiti:

  • bisogna essere un venditore Power Seller
  • devi essere registrato su eBay da almeno 90 giorni e risiedi in Italia
  • essere iscritto come venditore  professionale
  • rispettare le Regole di eBay
  • aver  completato almeno 100 transazioni con acquirenti in Italia negli ultimi 12 mesi
  • aver  registrato un volume d’affari minimo di 1000€ negli ultimi 12 mesi
  • avere almeno il 98% delle dei Feedback Positivi
  • la percentuale di transazioni con difetti non può essere superiore il 5%

 

Diventare Venditore Affidabilità Top è fondamentale per qualunque venditore, consente quindi di fare quel salto di qualità in termini di Vendite che è l’obiettivo fondamentale di qualunque azienda che operi su eBay; diventare Affidabilità Top non è semplice, infatti solo una piccola percentuale dei venditori su eBay ci riesce, fatta questa considerazione è chiaro che il nostro sistema di vendita ha una marcia in più in quanto TUTTI I NOSTRI CLIENTI SONO DIVENTATI, nel giro di pochi mesi, VENDITORI AFFIDABILITA’ TOP! 😉

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Se anche tu vuoi iniziare a vendere in maneira professionale su eBay e diventare Venditore Affidabilità Top Contattaci!

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Prosegue la crescita degli E-commerce in Italia

Prosegue inarrestabile la crescita dell’ecommerce in Italia anche nel 2015,  dopo aver ottenuto infatti un incremento del +16% nel 2014, l’ecommerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del +15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di euro.
Sembrano tanti? Sbagliato!  Siamo all’inizio, solo una piccola percentuale delle imprese italiane vendono su internet.

“Contribuiscono a questa crescita i settori che hanno trainato l’eCommerce fino ad oggi, come il Turismo (+14%), l’Informatica ed elettronica (+21%) e l’Abbigliamento (+19%), ma anche l’Editoria (+31%) e, finalmente, i settori emergenti come il Food&Grocery, l’Arredamento e Home living e il Beauty” ha dichiarato Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Secondo alcune stime elaborate da Ecommerce Foundation, in tutto il mondo le vendite complessive di beni e servizi online si attesteranno sui 2.100 miliardi di dollari a fine 2015, una cifra astronomica che ci mostra in maniera inequivocabile, che in Italia siamo solo all’inizio, e che i margini di crescita sono enormi.  Se, poi, andiamo a spulciare i dati del commercio elettronico in Europa, ci rendiamo conto oltremodo di come il nostro paese stia indietro. Nel 2015 infatti, si raggiungeranno nel vecchio continente i 470 miliardi di euro di fatturato complessivo di beni e servizi, e in Italia abbiamo detto che arriveremo quest’anno a 15 miliardi?!

“La penetrazione dell’eCommerce raggiunge il 4% delle vendite retail” ha sottolineato Alessandro Perego “ma siamo ancora lontani dai principali mercati occidentali (Francia, Germania, UK e USA) dove l’eCommerce ha raggiunto livelli di diffusione fino a quattro volte più elevati. La strada per trasformare il commercio elettronico in una reale consuetudine di acquisto è tracciata dai principali player: occorre migliorare le prestazioni dei cosiddetti basics, ossia gamma, prezzo e servizio.” Nel corso del 2014 infatti i 3 Paesi europei in cima alla classifica delle vendite online con il 60% delle vendite sono stati: Gran Bretagna con 122 miliardi di euro, Germania con 70 miliardi e Francia con 56,8 miliardi. Il nostro Paese ha un economia e una popolazione simile a questi tre paesi appena citati, per cui se facciamo un rapido conto, mancano circa 40 miliardi di euro di vendite, e per tanto le possibilità che si aprono alle aziende che decidono di iniziare a vendere su internet sono enormi.

Del resto in Italia le aziende che vendono online, come già abbiamo detto, sono oggi solo il 4% del totale, cioè solo 4 aziende su 100.
Una azienda che inizia a vendere su internet i suoi prodotti o servizi, avvalendosi ovviamente di professionisti, ha la possibilità al giorno d’oggi di ricavarsi una propria nicchia di mercato, senza investire cifre esorbitanti, come invece accade in altri paesi d’europa dove la concorrenza è molto più elevata.Gli esercenti italiani dovranno quindi capire come sfruttare al meglio questa affermazione sempre più ingombrante dei marketplace, in particolare utilizzandoli per espandere le proprie vendite all’estero. Mentre per quanto riguarda il mercato interno assisteremo probabilmente all’importazione di nuovi modelli logistici che ci permetteranno di ricevere i nostri acquisti sempre più velocemente.

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L’ultima frontiera dell’Assistenza Clienti: WhatsApp!

Ormai negli ultimi anni le aziende hanno capito l’importanza crescente dei social e delle chat per la comunicazione, tanto che è evidente come Whatsapp sia uno strumento in ascesa per l’l’Assistenza Clienti in ambito B2C  e B2B.

Sono ormai due anni che abbiamo introdotto per gli eCommerce che seguiamo WhatsApp, come strumento per l’Assistenza Clienti, con notevoli risultati. Sin da subito sono giunte numerose richieste, a qualsiasi ora del giorno e della notte, permettendo di risolvere molti problemi in maniera veloce, di tramutare semplici richieste in ordini e di lenire l’insoddisfazione di qualche persona insoddisfatta.

Ma quali sono i punti di forza che stanno trasformando WhatsApp nell’ultima novità in fatto di Assistenza Clienti?

  • WhatssApp è diffuso in maniera capillare, e il numero di utenti che lo utilizza aumenta giorno dopo giorno;
  • il cliente ha la possibilità di parlare con qualcuno in maniera facile, come farebbe con un amico o un famigliare;
  • lo si utilizza anche per la velocità con cui si possono ottenere risposte. Se infatti l’azienda affida l’assistenza clienti a personale reattivo, con pochi minuti un cliente potrà avere le informazioni che cerca.

Con le nuove funzioni introdotte da WhatsApp poi, il cliente può verificare subito se l’azienda ha letto il messaggio, se l’operatore è online in quel momento e quando è stato effettuato l’ultimo accesso (data e ora).  Il Cliente con queste semplici informazioni ha la certezza che qualcuno abbia preso in carico la domanda, cosa che normalmente non accade con altri strumenti dedicati all’Assistenza clienti, e si sente rassicurato. La stessa cosa vale ovviamente anche per l’azienda.

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