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E-commerce:le 4 figure chiave

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Quando si decide di intraprendere l’apertura di un e-commerce è necessario sapere di dover circondarsi di figure qualificate, in grado di poter gestire e organizzare ogni aspetto inerente la vendita online. E’ quindi bene non pensare minimamente che un’unica persona possa occuparsi di tutto il processo della filiera. Sono infatti 4 i professionisti specializzati, per ottenere un e-ecommerce di successo.

Davide PodagrosiE-commerce:le 4 figure chiave
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Prosegue la crescita degli E-commerce in Italia

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Prosegue inarrestabile la crescita dell’ecommerce in Italia anche nel 2015,  dopo aver ottenuto infatti un incremento del +16% nel 2014, l’ecommerce registrerà per il 2015 un’ulteriore crescita del +15% che porterà il mercato a superare i 15 miliardi di euro.
Sembrano tanti? Sbagliato!  Siamo all’inizio, solo una piccola percentuale delle imprese italiane vendono su internet.

“Contribuiscono a questa crescita i settori che hanno trainato l’eCommerce fino ad oggi, come il Turismo (+14%), l’Informatica ed elettronica (+21%) e l’Abbigliamento (+19%), ma anche l’Editoria (+31%) e, finalmente, i settori emergenti come il Food&Grocery, l’Arredamento e Home living e il Beauty” ha dichiarato Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Secondo alcune stime elaborate da Ecommerce Foundation, in tutto il mondo le vendite complessive di beni e servizi online si attesteranno sui 2.100 miliardi di dollari a fine 2015, una cifra astronomica che ci mostra in maniera inequivocabile, che in Italia siamo solo all’inizio, e che i margini di crescita sono enormi.  Se, poi, andiamo a spulciare i dati del commercio elettronico in Europa, ci rendiamo conto oltremodo di come il nostro paese stia indietro. Nel 2015 infatti, si raggiungeranno nel vecchio continente i 470 miliardi di euro di fatturato complessivo di beni e servizi, e in Italia abbiamo detto che arriveremo quest’anno a 15 miliardi?!

“La penetrazione dell’eCommerce raggiunge il 4% delle vendite retail” ha sottolineato Alessandro Perego “ma siamo ancora lontani dai principali mercati occidentali (Francia, Germania, UK e USA) dove l’eCommerce ha raggiunto livelli di diffusione fino a quattro volte più elevati. La strada per trasformare il commercio elettronico in una reale consuetudine di acquisto è tracciata dai principali player: occorre migliorare le prestazioni dei cosiddetti basics, ossia gamma, prezzo e servizio.” Nel corso del 2014 infatti i 3 Paesi europei in cima alla classifica delle vendite online con il 60% delle vendite sono stati: Gran Bretagna con 122 miliardi di euro, Germania con 70 miliardi e Francia con 56,8 miliardi. Il nostro Paese ha un economia e una popolazione simile a questi tre paesi appena citati, per cui se facciamo un rapido conto, mancano circa 40 miliardi di euro di vendite, e per tanto le possibilità che si aprono alle aziende che decidono di iniziare a vendere su internet sono enormi.

Del resto in Italia le aziende che vendono online, come già abbiamo detto, sono oggi solo il 4% del totale, cioè solo 4 aziende su 100.
Una azienda che inizia a vendere su internet i suoi prodotti o servizi, avvalendosi ovviamente di professionisti, ha la possibilità al giorno d’oggi di ricavarsi una propria nicchia di mercato, senza investire cifre esorbitanti, come invece accade in altri paesi d’europa dove la concorrenza è molto più elevata.Gli esercenti italiani dovranno quindi capire come sfruttare al meglio questa affermazione sempre più ingombrante dei marketplace, in particolare utilizzandoli per espandere le proprie vendite all’estero. Mentre per quanto riguarda il mercato interno assisteremo probabilmente all’importazione di nuovi modelli logistici che ci permetteranno di ricevere i nostri acquisti sempre più velocemente.

Davide PodagrosiProsegue la crescita degli E-commerce in Italia
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Nel 2016 Facebook entra in Azienda

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Facebook at Work è la nuova sfida lanciata alle aziende e che vedrà la luce nel 2016.
Presentato nel 2014, è stato testato per tutto il 2015 da diverse grandi società in giro per il mondo (tra le quali Heineken (USA), Hootsuite (Canada), e la Royal Bank of Scotland). Tanto che stando alle indiscrezioni, sembra essere molto utile e produttivo.

Ma che cos’è nello specifico Facebook at Work?

Facebook at Work funziona come il classico Facebook, con la differenza che al posto della rete dei propri amici si ha a disposizione quella dei colleghi di lavoro. Consente quindi di mettersi in contatto con i propri compagni di lavoro, avviare conversazioni, fare teleconferenze, condividere e modificare documenti con altre persone. Julien Codorniou, responsabile di Facebook at Work, afferma che l’obiettivo è quello di portare il social network sul posto di lavoro, dove spesso si trovano forti resistenze da parte del management.

Facebook stesso dice di aver provato Facebook at Work internamente per anni, al fine di sbaragliare la concorrenza. Tutte le funzioni che l’utente già conosce saranno al servizio dei professionisti. Scaricando l’applicazione di Facebook at Work è possibile entrarvi soltanto registrandosi attraverso la mail di lavoro, dopo che la propria azienda ha proceduto con la registrazione. Zuckerberg precisa inoltre che le informazioni degli impiegati su Facebook at Work saranno completamente al sicuro, protette e confidenziali, oltre ad essere accessibili esclusivamente alle persone della compagnia.

Questo nuovo servizio sarà gratuito nella sua versione base, mentre avrà delle versioni a pagamento dove sarà necessario pagare.

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L’ultima frontiera dell’Assistenza Clienti: WhatsApp!

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Ormai negli ultimi anni le aziende hanno capito l’importanza crescente dei social e delle chat per la comunicazione, tanto che è evidente come Whatsapp sia uno strumento in ascesa per l’l’Assistenza Clienti in ambito B2C  e B2B.

Sono ormai due anni che abbiamo introdotto per gli eCommerce che seguiamo WhatsApp, come strumento per l’Assistenza Clienti, con notevoli risultati. Sin da subito sono giunte numerose richieste, a qualsiasi ora del giorno e della notte, permettendo di risolvere molti problemi in maniera veloce, di tramutare semplici richieste in ordini e di lenire l’insoddisfazione di qualche persona insoddisfatta.

Ma quali sono i punti di forza che stanno trasformando WhatsApp nell’ultima novità in fatto di Assistenza Clienti?

  • WhatssApp è diffuso in maniera capillare, e il numero di utenti che lo utilizza aumenta giorno dopo giorno;
  • il cliente ha la possibilità di parlare con qualcuno in maniera facile, come farebbe con un amico o un famigliare;
  • lo si utilizza anche per la velocità con cui si possono ottenere risposte. Se infatti l’azienda affida l’assistenza clienti a personale reattivo, con pochi minuti un cliente potrà avere le informazioni che cerca.

Con le nuove funzioni introdotte da WhatsApp poi, il cliente può verificare subito se l’azienda ha letto il messaggio, se l’operatore è online in quel momento e quando è stato effettuato l’ultimo accesso (data e ora).  Il Cliente con queste semplici informazioni ha la certezza che qualcuno abbia preso in carico la domanda, cosa che normalmente non accade con altri strumenti dedicati all’Assistenza clienti, e si sente rassicurato. La stessa cosa vale ovviamente anche per l’azienda.

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